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IL RISTORANTE TIPICO.
che tipicamente te lo mette nelle pacche.


a napoli, così come pure a ostia, a sapri, a taranto, ecc. - cioè non stiamo qua a fare gli orgogliosi - la vera differenza tra il lussuoso ristorante tipico e un'umile trattoria tipica solitamente so i calici di vetro, i tavolini di finto-marmo, e la falanghina nei portaghiaccio squisitamente poggiati su colonne di plastica col capitello corinzio.
per il resto è tutto uguale.


pure i primi piatti so sempre gli stessi, forse solo lo scialatiello ai frutti di mare è roba più da ristorante tipico - ché lo scialatiello è più scic dello spaghetto - quello quando non riesci a dire subito na parola è assai scic.

le cameriere vrenzole che cercano di parlare in dizione nonostante le origini nocerine - vuoi fare la cameriera o la doppiatrice del reality di kim kardashian, nossacc.

camerieri diversamente svegli, gilè nero, cazone classico nero, scarpe nere, giorgio armani al funerale di lady diana a confronto era solange.

quei sotè di vongole che volano, mani e crostini azzuppati nel sevo, certe macchie sui mesali che se non è piscio allò sicuro è sburro. 
le cozze chiuse, poscia elegantemente aperte col coltello pèr il pane.
il gamberone onnipresente quanto il pataterno, il fritto misto-mare misto-seta, gli gnocchetti e la cotoletta e le patatine per i bimbi, che sono bimbi e quindi non possono mangiarsi i taratufi come i grandi, eh.

il limoncello preso dai silos di gianturco, quel bucchino di tiramisù che sembra sempre appena uscito da una confezione-famiglia del discount del surgelati, dove si riforniscono solo i ristoranti e le zie zitelle.

ma comunque, i ristoranti tipici tengono na strategia tutta loro.
che è quella dei cinesi che si so trasformati in giappo.

e cioè fingere eleganza per chiedere almeno trentacinque euro a coperto.

e tu gli fai notare che però al tavolo di fronte c'è un'obesa di bari vecchia che si sta togliendo i friarielli da mezzo ai denti co la linguetta di plastica della confezione delle salviette monouso, non so se mi so spiegato, che se ci pensi è geniale - all'epoca di mia nonna si pulivano il mazzo coi fogli di giornale, figurati se mo questa non si può togliere i friarielli co la linguetta di plastica, e anzi, non si mette manco la mano davanti alla bocca, nono, che ne sai, in sala potrebbe esserci un giudice di miss eleganza e ferma tutto e la incorona reginetta del duemilaquindici.

e tu gli fai notare pure che al tavolo nell'altro angolo c'è na famiglia di turisti penso coreani, dove il capofamiglia tiene na polo gialla co la pubblicità di un'azienda che farà autotrasporti in corea, e soprattutto un rolex d'oro al polso che sfida ogni raccomandazione appesa nei bed'n'breakfast, e sono venti minuti che co na mano sta su wozzapp e co l'altra si votta in cuorpo gli scialatielli suoi e quelli rubati dai piatti delle due figlie anoressiche ma scellone - non deve essere giusto essere tutt'assieme anoressica e scellona e coreana, e sicuro non puoi essere pure credente, è evidente che non esiste nessun dio che ha pensato alla tua serenità se t'ha fatto anoressica, scellona e coreana, mo devi solo sfondare nell'NBA o cercare di abbuscarti i gettoni di presenza ai galà del guinness dei primati.

mo per parlare delle scellone coreane ho soltanto perso di vista le cose più vere, nel mare in tempesta, e forse non basta.

ah sì, il ristorante tipico, a base di pesce, ma fa pure la bistecca ai ferri, e le zucchine grigliate, e l'involtino di mulignane.

nel ristorante tipico il cassiere tiene sempre novantadue anni.
un uomo quagliato dietro a una cassa, l'unico a poter fumare nel suo ristorante, detiene il primato dell'arroganza tipica, motivo per il quale è il proprietario del ristorante tipico.

posizionato costantemente sotto al volto santo e al condizionatore, è costretto a mettersi sulle spalle un pulloverino turchese perché il poco del condizionatore comunque ti piglia alla cervicale.
sfoggia una fede di oro giallo che pesa quanto la piramide del louvre.

il ristorante tipico è tipico.
trentacinque euro a persona, e cinque euro di mancia al giovane, non fosse altro che ti chiama dottore, e mentre ti lusinghi poi pensi che pure il parcheggiatore abusivo ti chiama dottore, e allò ti viene il dubbio, ma vuoi vedere che tutti quanti a napoli ti fanno sentire dottore per mangiarti addosso.

nolloso ma comunque torni a trovarci dottò, e che bella donna che è sua moglie, dottò - azz ma chist s vuless chiavà pur a muglier'm, ma allò è meglio che me ne vado da qua, cara forza, sali in macchina, arrivederci, ciao.


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